
Da Adana alle montagne del Tauro: dal museo della fabbrica alla ferrovia di montagna.
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Questo percorso parte da Adana, attraversando la pianura fino a raggiungere le montagne. Inizia al mattino all'interno della città, in una fabbrica che racconta la storia del cotone e del filato, e termina nel pomeriggio, tra le montagne del Tauro, vicino a una ferrovia scavata nella roccia con fatica e impegno un secolo fa. Ogni tappa è una continuazione della precedente: il fiume Seyhan ha reso fertile la pianura, trasformandola in campi di cotone, il cotone ha dato vita alla fabbrica, e con la crescita delle fabbriche e della città, il fiume è stato arginato; nello stesso periodo, la ferrovia ha superato la barriera montuosa che separava la pianura dall'altopiano dell'Anatolia. La prima tappa è il Complesso Museale di Adana. Costruito nel 1907 come fabbrica di filato e successivamente chiamato Milli Mensucat, l'edificio ospita oggi sezioni di archeologia, mosaici, storia della città, agricoltura e industria. Trascorrere due ore qui è il modo più semplice per comprendere il resto della giornata; il cotone e il grano nella sezione agricola rappresentano la pianura che vedrete attraverso il finestrino dell'auto nelle ore successive. La seconda tappa è il Lago di Seyhan, situato appena a nord della città. Questa diga, costruita nel 1956, è stata realizzata per proteggere Adana dalle inondazioni del fiume e oggi è un punto di sosta per gli uccelli migratori. Un'ora è sufficiente per una breve passeggiata lungo la riva e per l'osservazione degli uccelli. La terza tappa è il Ponte di Varda, situato a circa settantacinque chilometri a nord-ovest della città, nel quartiere di Hacıkırı, a Karaisalı. Questo viadotto in pietra, completato nel 1912 per la ferrovia che collegava Istanbul a Baghdad, attraversa una profonda valle con una linea sinuosa. L'ultima tappa è Belemedik, un villaggio dipendente da Pozantı; qui era stata costruita la stazione ferroviaria del Tauro, e la valle che si estende lungo il fiume Çakıt è oggi un parco naturale. Varda e Belemedik sono le due estremità della stessa linea: i tunnel del Tauro sono più frequentemente situati tra Hacıkırı e Belemedik, quindi durante la giornata si può ammirare l'inizio e la fine di una stessa storia ingegneristica. Se c'è tempo a Varda, si può fare una breve deviazione per raggiungere l'inizio del sentiero escursionistico che costeggia il canyon di Kapıkaya, creato dallo stesso fiume; a Belemedik, la valle dove in autunno gli alberi secolari cambiano colore è la sosta più lunga e tranquilla del percorso. La logica del percorso è geografica: si parte dal sud verso il nord, dalla pianura fino alle montagne, e il ritorno avviene tramite l'autostrada. Non cercate una strada di montagna diretta da Varda a Belemedik; Belemedik è raggiungibile solo dalla strada che proviene dal nord, da Pozantı, quindi dopo Varda è necessario tornare sull'autostrada e raggiungere Pozantı. La strada totale è lunga e la parte montuosa è tortuosa; fate il pieno di carburante in città, portate con voi acqua e una giacca leggera, perché Belemedik è notevolmente più fresca rispetto alla pianura. Controllate Trasporti: Per raggiungere il museo, è possibile utilizzare autobus municipali, minibus o taxi all'interno della città. Per il resto dell'itinerario, è necessario un veicolo, poiché le dighe, il ponte di Varda e Belemedik sono situati in punti diversi. Le stazioni di Hacıkırı e Belemedik si trovano sulla linea ferroviaria di Konya; chi desidera viaggiare in treno deve consultare il sito web ufficiale di TCDD per informazioni sugli orari aggiornati.
Fonti:
- Direzione Provinciale della Cultura e del Turismo di Adana, Museo di Adana, https://adana.ktb.gov.tr/TR-231429/adana-muzesi.html
- İstiklal (AA), Sedici mosaici risalenti all'epoca romana esposti al Museo Archeologico di Adana, https://www.istiklal.com.tr/kultur-sanat/adana-arkeoloji-muzesinde-roma-donemlerine-ait-16-mozaik-sergileniyor-737267h
- Comune Metropolitano di Adana, 100 luoghi da visitare ad Adana (2023), pp. 36, 74, 134, 136, 190, https://www.adana.bel.tr/panel/uploads/adanadagez_v/Adana-da-Gez-2023.pdf
- Türkiye Gazetesi, La diga di Seyhan contribuisce all'economia per 78 miliardi di lire (dichiarazione di DSI), https://www.turkiyegazetesi.com.tr/ekonomi/seyhan-baraji-ekonomiye-78-milyar-lira-katki-sagladi-780800
- Küre Ansiklopedi, Diga di Seyhan, https://kureansiklopedi.com/tr/detay/seyhan-baraji-701af
- Direzione Provinciale della Cultura e del Turismo di Adana, Ponte di Varda, https://adana.ktb.gov.tr/TR-240587/varda-koprusu.html
- Portale Culturale, Ponte di Varda, https://www.kulturportali.gov.tr/turkiye/adana/gezilecekyer/varda-koprusu
- Inventario Culturale, Ponte di Varda, https://kulturenvanteri.com/yer/varda-koprusu/
- TRT Haber, La bellezza dell'autunno a Belemedik, https://www.trthaber.com/haber/yasam/belemedikte-sonbahar-guzelligi-443028.html
- Wikipedia, Voce Museo Archeologico di Adana, https://tr.wikipedia.org/wiki/Adana_Arkeoloji_Müzesi
- Wikipedia, Voce Complesso Museale di Adana, https://tr.wikipedia.org/wiki/Adana_Müze_Kompleksi
- Wikipedia, Voce Diga e Centrale Idroelettrica di Seyhan, https://tr.wikipedia.org/wiki/Seyhan_Barajı_ve_Hidroelektrik_Santrali
- Wikipedia, Diga di Seyhan, https://en.wikipedia.org/wiki/Seyhan
Tappe del percorso

Museo di Adana (Complesso museale)
Iniziate la visita dal complesso museale, entrando dall'ingresso situato nel quartiere di Döşeme. Dedicate i primi minuti all'esterno, nell'area cortilizia. Gli edifici della fabbrica di mattoni, le ampie finestre e i vasti hangar rappresentano un'esposizione di pari importanza rispetto al museo stesso. L'edificio fu fondato nel 1907 dalla famiglia Simyonoğlu come fabbrica di filati e nel 1927 iniziò a operare con il nome di "Fabbrica Nazionale di Tessuti". La fabbrica chiuse negli anni '80, e nel 2013 iniziarono i lavori di restauro. Il museo archeologico aprì poi nel 2017. Osservando gli edifici, è interessante sapere che lo scrittore Orhan Kemal lavorò per un periodo come contabile in questa fabbrica e che le sue osservazioni furono fonte di ispirazione per il suo romanzo "Murtaza".
Data la vastità del complesso, non cercate di vedere tutto; pianificate di dedicare circa due ore alla visita, suddividendole in tre sezioni. La prima ora è da dedicare alle otto sale del Museo Archeologico. Le sale sono disposte in ordine cronologico, dalla preistoria all'epoca ottomana, quindi basta seguire un percorso lineare dall'ingresso. Cercate assolutamente la statua in pietra del dio della tempesta Tarhunda, risalente agli Ittiti. La figura, raffigurata su un carro trainato da tori, è alta circa due metri e mezzo ed è stata ritrovata sepolta in un campo nel 1998. Nelle stesse sale sono esposte anche una stele con iscrizioni geroglifiche anatoliche e una stele babilonese. Nella sezione romana, osservate attentamente i rilievi sulla lunga superficie del sarcofago di Achille, ritrovato a Tarsus nel 1958. La scena in cui Ettore viene restituito in cambio di un riscatto è finemente scolpita sulla pietra. Anche la statua in bronzo di un uomo, recuperata dalla costa di Karataş, è una delle opere più fotografate di questa sezione.
Dedicate la seconda mezz'ora agli hangar con i mosaici. I mosaici qui esposti provengono da scavi di salvataggio effettuati nel centro di Adana e nei suoi distretti, e sono stati posizionati a terra in base al loro contesto originale. Tra questi, c'è il mosaico ritrovato a Misis nel 1956, considerato il primo mosaico recuperato nella città. Quest'opera proviene dall'antica città di Misis, che visiterete in un'altra giornata. Osservate attentamente i mosaici raffiguranti figure di Eros a cavallo di creature marine, provenienti da una villa romana nella città di Aigeai, situata a Yumurtalık. L'alto soffitto e l'abbondante luce degli hangar rendono facile ammirare i mosaici dall'alto; un obiettivo grandangolare può essere utile.
Dedicate l'ultima mezz'ora alle sezioni dedicate all'agricoltura e all'industria, poiché il resto della giornata sarà dedicato a esplorare la pianura che queste sezioni descrivono. Nella sezione sull'agricoltura, vengono illustrate colture come il cotone, il melone, il girasole, gli agrumi e il grano saraceno attraverso ricostruzioni. La sezione sull'industria mostra come il cotone abbia dato vita all Fonte: Direzione Provinciale di Cultura e Turismo di Adana, Museo di Adana; İstiklal (AA), sala dei mosaici; ABB, "100 luoghi da visitare ad Adana", pagina 36; Wikipedia, Museo Archeologico di Adana.

Lago di Seyhan.
Mentre vi allontanate dal museo in direzione nord, la città scompare improvvisamente e vi trovate di fronte a una vasta distesa d'acqua. Secondo la guida comunale, il lago dista circa dieci chilometri dal centro della città, il che significa che potrete raggiungerlo facilmente con una breve guida dal museo. Parcheggiate l'auto in una delle aree pianeggianti lungo la riva e, come prima cosa, camminate per qualche centinaio di metri verso l'acqua. L'obiettivo di questa sosta è comprendere le dimensioni: il lago che avete di fronte è l'acqua trattenuta da un fiume che un tempo inondava la pianura che avete visto al museo. La diga, costruita con una struttura in terra, è stata realizzata per proteggere Adana dalle inondazioni del fiume Seyhan ed è stata inaugurata il 4 aprile 1956. Secondo le fonti, la costruzione è stata completata in 974 giorni. Secondo le dichiarazioni della Direzione Generale delle Acque Statali (DSİ), la diga ha lo scopo di proteggere circa 850.000 ettari di terreno e il centro della città dalle inondazioni. Secondo la guida comunale, grazie alla diga, è possibile irrigare circa 174.000 ettari di terreno. In altre parole, gran parte dell'acqua utilizzata per irrigare i campi di cotone e anguria che avete visto nella sezione agricola del museo proviene da qui. La centrale elettrica della diga contribuisce inoltre da anni all'approvvigionamento energetico della città. Mentre camminate lungo la riva, tenete d'occhio l'acqua e i pali della luce in lontananza. Nel 2006, il lago e le aree circostanti sono state dichiarate area di sviluppo della fauna selvatica e sono considerate un'area di sosta per gli uccelli migratori. Durante un censimento invernale, sono stati registrati più di 25.000 uccelli appartenenti a 13 specie di uccelli acquatici. I nidi di cicogna sui pali della luce sono un'altra caratteristica distintiva di quest'area. Un binocolo trasformerà questa sosta in un'esperienza completamente diversa; evitate di fare affidamento sullo zoom del vostro telefono, poiché potrebbe spaventare gli uccelli. Il livello dell'acqua varia notevolmente a seconda della stagione e della siccità. Durante la costruzione della diga, nel 1955, è stata scoperta una città romana chiamata Augusta, che è stata parzialmente scavata prima di essere sommersa dalle acque del lago. Si dice che, quando il livello dell'acqua è molto basso, si possano vedere alcuni resti della città; tuttavia, non consideratelo un obiettivo, ma piuttosto una fortunata coincidenza. Per le foto, le ore del mattino offrono un riflesso brillante sull'acqua, mentre al tramonto le colline sulla sponda opposta vengono illuminate da una luce soffusa. Lungo la riva, l'ombra potrebbe essere limitata, quindi un cappello e dell'acqua vi saranno utili. Evitate di entrare nelle aree di nidificazione e riposo degli uccelli e non lasciate rifiuti lungo la riva. Dopo un'ora, tornate all'auto; da qui, la strada vi porterà fuori dalla pianura e verso le pendici dei Monti del Tauro, in direzione di Karaisalı.
Fonte: ABB, 100 luoghi da visitare ad Adana, pag. 74; Türkiye Gazetesi

Ponte Varda.
Il ponte di Varda si trova a circa settantacinque chilometri dalla città, nel quartiere di Hacıkırı, a Karaisalı, ed è chiamato "Koca Köprü" dalla gente del posto. Si raggiunge percorrendo la strada per Karaisalı; secondo Wikipedia, la distanza da Adana a Karaisalı via strada è di circa sessantaquattro chilometri. La strada, negli ultimi tratti, si restringe e presenta curve, quindi è consigliabile procedere con calma. Parcheggiate l'auto in un punto pianeggiante sul bordo della valle e ammirate il ponte da una posizione laterale, da cui si può apprezzare la sua intera lunghezza. Il ponte è lungo circa 172 metri e l'altezza del pilone centrale è di 99 metri; alcune fonti indicano un'altezza di 98 metri. La prima cosa da notare è che il ponte non è dritto, ma curvo, descrivendo una curva di circa 1200 metri lungo la linea ferroviaria. Osservate attentamente le tre grandi arcate sui quattro pilastri principali e le due piccole arcate laterali. Secondo Wikipedia, la struttura è un viadotto composto da undici archi. Il ponte fu costruito per la ferrovia che avrebbe dovuto collegare Istanbul a Baghdad e alla Mecca, rappresentando uno dei tratti più difficili da attraversare sulle montagne del Tauro. Le date di costruzione variano a seconda delle fonti: l'Inventario Culturale indica che i lavori iniziarono nel 1905, mentre la Direzione Provinciale per la Cultura e il Turismo afferma che iniziarono nel 1907, entrambe le fonti concordano sul completamento nel 1912. Secondo la pagina del Ministero, durante i cinque anni di costruzione, morirono 21 operai e un ingegnere tedesco; ammirando il ponte, è importante ricordare questo sacrificio. L'Inventario Culturale specifica che il ponte ha permesso di dismettere la vecchia linea a forma di "U", che era utilizzata in precedenza e che rappresentava un rischio per i treni. Il fiume che scorre sul fondo della valle è il Çakıt Çayı; lo stesso fiume, poco più a monte, dà origine al canyon di Kapıkaya, che si trova a circa due chilometri dal ponte, secondo le guide turistiche. Se avete tempo, potete raggiungere l'inizio del sentiero escursionistico del canyon e ammirare le pareti calcaree della valle. Il ponte è diventato famoso anche per essere stato utilizzato nella scena di apertura del film "Skyfall" della serie di James Bond. L'angolazione migliore per scattare una foto è dal bordo della valle, mostrando il ponte con le sue arcate laterali; nel pomeriggio, il sole colpisce lateralmente le pietre. Se passa un treno, si può immediatamente percepire la grandezza del ponte, ma non è necessario aspettare per questo. La linea ferroviaria è ancora in uso, quindi non camminate sul ponte, sui binari o nei tunnel. I bordi della valle sono ripidi; se siete con bambini, non lasciateli soli. È facile trovare ombra e punti pianeggianti dove sedersi, quindi è un luogo ideale per una pausa pranzo. Mangiate il cibo che avete portato e riportate con voi i vostri rifiuti. Non c'è una strada diretta da qui a Belemedik; dovete tornare all'autostrada e proseguire verso nord, in direzione di Pozantı.

Non lo so.
Si raggiunge Belemedik da nord, percorrendo la strada proveniente da Pozantı; la Wikipedia in inglese afferma che questo è l'unico modo per arrivarci. Le fonti indicano che la distanza dal centro di Pozantı è compresa tra nove e dodici chilometri. Il villaggio si trova all'interno delle montagne del Tauro, sulla riva occidentale del fiume Çakıt, a circa settecento metri sopra il livello del mare. Appena si scende dall'auto, la prima cosa che si nota è l'aria: è notevolmente più fresca e umida rispetto alla pianura da cui si è partiti. In questa sosta di due ore e mezza, il modo migliore per sfruttare il tempo è fare una passeggiata lenta nella valle. Iniziate la passeggiata dalla stazione ferroviaria. Nel 1907, Belemedik fu il centro delle costruzioni della ferrovia di Baghdad da parte della compagnia Philipp Holzmann, e la stazione è un retaggio di quell'epoca. Secondo la Wikipedia in inglese, nel campo allestito per i lavoratori e il personale tecnico, c'erano strutture come un ospedale, una scuola e un cinema. Oggi, i resti degli edifici in pietra e le bocche delle gallerie che si vedono nella valle sono testimonianze di quegli anni. Le gallerie del Tauro sono situate nella sezione più densa tra Hacıkırı e Belemedik; in altre parole, Varda, che avete visto stamattina, e questo luogo sono le due estremità dello stesso tratto impegnativo. Ricordate anche la storia legata al nome del villaggio: si narra che il nome derivi dalla frase "beledik" (non so), pronunciata in tedesco quando le squadre di scavo, che lavoravano alle gallerie, non riuscivano a incontrarsi. Questa è una leggenda popolare, e le fonti la tramandano in questo modo. Si sa anche che 41 operai tedeschi, morti per cause naturali durante i lavori di costruzione, siano sepolti a Belemedik. Dopo la stazione, percorrete a piedi il corso del fiume Çakıt e ammirate i platani. Secondo quanto riportato da TRT Haber, alcuni dei platani nella valle sono presenti da oltre duecento anni. In autunno, le foglie diventano gialle e rosse, ed è il periodo preferito dai fotografi naturalistici e dagli escursionisti. Le case di montagna, costruite in pietra e legno, fanno parte del paesaggio della valle; osservatele da lontano e fotografatele, poiché sono considerate proprietà private. La guida turistica del comune indica che nella zona sono state aperte bungalow, campeggi e aree per camper adatti al territorio; se volete passare la notte qui, informatevi sulle condizioni aggiornate presso l'ente gestore. Durante la passeggiata, mantenetevi lontani dai binari; l'interno delle gallerie non è un percorso pedonale. Sui sentieri potrebbero esserci pietre scivolose, quindi indossate scarpe chiuse e robuste. Rispettate la fauna selvatica, non lasciate rifiuti o accendete fuochi lungo il fiume. Per le foto, la luce del tardo pomeriggio è ideale, poiché la valle è stretta; completate gli scatti sotto i platani prima che il sole scompaia dietro la collina. Al ritorno, ripercorrete la strada verso Pozantı e da lì prendete l'autostrada per raggiungere Adana.
