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L'Istanbul di Vedat e Kemaleddin, due architetti.
Culturale6 Tappa

L'Istanbul di Vedat e Kemaleddin, due architetti.

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All'inizio del XX secolo, l'architettura a Istanbul era in rapida evoluzione. Le fonti che narrano la vita di Kemaleddin riassumono il contesto in questo modo: dopo la chiusura della "Hassa Mimarlar Ocağı" (Accademia degli Architetti Imperiali), una parte significativa delle grandi costruzioni veniva affidata ad architetti stranieri, e si diffondeva un'architettura eclettica che combinava diversi stili storici nello stesso edificio. Due architetti risposero a questa tendenza, sviluppando un linguaggio architettonico locale. Uno di questi era Vedat Tek (1873-1942), il primo architetto turco a ricevere una formazione formale presso la Scuola di Belle Arti di Parigi; l'altro era Kemaleddin (1870-1927), che studiò a Berlino dopo aver frequentato la "Hendese-i Mülkiye" e, a partire dal 1909, divenne l'architetto capo del Ministero delle Dotazioni ("Evkaf Nezareti"). Secondo Wikipedia, quando Vedat Bey aprì il suo studio a Sirkeci nel 1897, l'apertura di un ufficio di architettura gestito da un turco suscitò grande sorpresa; Kemaleddin, invece, nel 1908, fondò la "Osmanlı Mimar ve Mühendis Cemiyeti" (Società degli Architetti e degli Ingegneri Ottomani) per organizzare architetti e ingegneri. Lo stile che essi promossero, e che in seguito fu chiamato "Primo Movimento Architettonico Nazionale", ebbe una forte influenza tra il 1908 e il 1930. Le cupole, le torri angolari, i pannelli in ceramica, i capitelli a merlature e il linguaggio decorativo ottomano del XVI secolo sono i tratti distintivi di questi edifici; tuttavia, dietro questa facciata si celano le nuove tecniche dell'epoca, come le armature in acciaio, il cemento armato, gli ascensori e le scale disposte in conformità alle norme antincendio. Nuovi tipi di edifici, come uffici postali, palazzi commerciali e condomini, furono realizzati con questo linguaggio architettonico. Nel tempo, questo movimento fu criticato per essere troppo eclettico e formale, ma gli edifici che ha lasciato sono tra i più riconoscibili della città. Il percorso segue le tracce di questi due architetti, partendo dalla penisola storica e proseguendo verso il Bosforo. Si inizia dal Monumento ai Caduti dell'Aviazione a Saraçhane, per poi proseguire verso i condomini "Tayyare" a Laleli. Si prende il tram T1 per raggiungere Sirkeci, dove si possono ammirare il "Dördüncü Vakıf Han" e la Grande Posta, affiancati. Successivamente, si raggiunge Karaköy e, con la funicolare "Tünel", si sale a Beyoğlu, per poi raggiungere la Moschea Kamer Hatun. L'ultima tappa è la Moschea di Bebek, raggiungibile con gli autobus che percorrono la costa da Taksim o Kabataş. Alcuni di questi edifici sono oggi utilizzati come hotel o uffici. Si consiglia di ammirare gli edifici che fungono da hotel dall'esterno, osservando le facciate e le iscrizioni; l'accesso agli interni dipende dall'autorizzazione della struttura. Nella Grande Posta si trova un ufficio postale e il museo di Istanbul delle Poste e Fonti:

Fatih, İstanbul
Culturale
6 Tappa
~2 h 45 min nei luoghi
Percorso ~12,1 km · 1 h 30 min
Totale ~4 h 15 min
24 settembre 2026

Tappe del percorso

1
Tayyare Şehitleri Anıtı

Monumento ai Caduti dell'Aviazione.

~20 min qui

Il percorso inizia con il Monumento ai Piloti Caduti, situato nel parco Fatih, a Saraçhanebaşı. Il monumento fu realizzato in memoria di Fethi, Sadık e Nuri Bey, considerati i primi aviatori a perdere la vita nella storia dell'aviazione turca. Questi aviatori, poco prima della Prima Guerra Mondiale, intrapresero un volo di circa 2.500 chilometri da Istanbul a Il Cairo con due aerei, ma persero la vita durante il viaggio e furono sepolti a Damasco, accanto alla tomba di Saladino, nella moschea degli Omayyadi. Il monumento, progettato dall'architetto Vedat Tek, fu inaugurato il 2 aprile 1914 e completato nel 1916. Era situato di fronte all'allora sede del comune di Fatih; quell'edificio è attualmente utilizzato come sede di un'università dal 2010.

Per apprezzare appieno il monumento, è consigliabile percorrerlo lentamente. La colonna, che si erge sulla base in marmo, è stata deliberatamente lasciata incompleta, a simboleggiare il volo interrotto. Sulla sommità della colonna si trova un ramo di alloro in bronzo. Ai lati della base, si trovano copie ingrandite delle medaglie che sarebbero state appese al collo degli aviatori se fossero riusciti a raggiungere Il Cairo; sulla medaglia è raffigurato un aereo, la torre di Beyazıt e una rappresentazione di Istanbul. L'altezza del monumento è di circa 7,5 metri.

Questa breve sosta rappresenta un ottimo preludio alle tappe successive del percorso. Vedat Tek aveva già completato la costruzione del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni quando realizzò questo monumento; la grande facciata che vedrete presto a Sirkeci e la semplice colonna incompleta qui presenti sono opera dello stesso architetto. Da questo monumento, si raggiungono Laleli, la tappa successiva, in circa dieci minuti a piedi.

Fonte: Wikipedia.

Il monumento, situato nel parco Fatih a Saraçhanebaşı, è anche conosciuto come il Monumento ai Caduti dell'Aviazione. È stato realizzato in memoria di Fethi, Sadık e Nuri Bey, considerati i primi aviatori della storia turca, che persero la vita durante un volo da Istanbul al Cairo, poco prima della Prima Guerra Mondiale. L'opera, ideata dall'architetto Vedat Tek, fu iniziata nel 1914 e completata nel 1916. La colonna spezzata sulla base in marmo simboleggia il volo interrotto, mentre sulla sommità si trova un ramo di alloro in bronzo e, ai lati della base, sono presenti delle copie ingrandite delle medaglie che sarebbero state conferite agli aviatori.
2
Tayyare Apartmanları (Harikzedegan Apartmanları)

Complesso residenziale Tayyare (Complesso residenziale delle vittime degli incendi).

~25 min qui

Situato a Laleli, lungo l'Ordu Caddesi, accanto alla storica moschea Laleli del XVIII secolo, questo grande edificio fu realizzato come il primo complesso residenziale costruito all'interno delle mura della città. Nel 1918, in seguito a un vasto incendio che devastò le zone di Cibali, Altımermer e Fatih, causando la perdita delle case di molte persone, l'architetto Kemaleddin fu incaricato di progettare un complesso di quattro edifici per fornire un alloggio a parte delle persone rimaste senza casa. Il complesso fu costruito al posto della scuola Koska Medrese, di proprietà del complesso Laleli, che era stata parzialmente distrutta nel terremoto del 1894 e poi bruciata nel 1911. La costruzione iniziò nel 1919 grazie a donazioni popolari e fu completata nel 1922. Il nome originale dell'edificio era "Harikzedegan", che significa "appartamenti per le vittime dell'incendio".

Secondo la pagina di Wikipedia in inglese, questi appartamenti sono tra i primi edifici moderni realizzati con cemento armato a Istanbul. I quattro blocchi quadrati, simmetrici e di dimensioni simili, formano un insieme armonioso grazie ai cortili interni. L'edificio ospitava un totale di 124 appartamenti, 25 negozi, una lavanderia comune e un deposito per il carbone per ogni appartamento. Poiché il completamento dell'edificio coincise con la fine dell'impero, le vittime dell'incendio non poterono trasferirsi lì. Nei primi anni della Repubblica, l'edificio fu trasferito alla Turkish Aviation Society e prese il nome di "Tayyare Apartmanları", venendo utilizzato come residenza fino al 1985; oggi è un hotel.

Attraversando la strada, si può ammirare l'edificio nel suo insieme: da qui si può apprezzare come Kemaleddin abbia saputo combinare il linguaggio decorativo classico ottomano con il nuovo materiale dell'epoca, il cemento armato, e con un programma residenziale multifamiliare. L'accesso all'interno dipende dall'autorizzazione della struttura, poiché si tratta di un hotel. Da qui, si può raggiungere a piedi la fermata del tram Laleli-Üniversite e proseguire per Sirkeci.

Fonte: TDV Islamic Encyclopedia; Wikipedia.

A Laleli, lungo la strada Ordu, si trova un complesso residenziale composto da quattro edifici, progettato dall'architetto Kemaleddin, adiacente alla moschea di Laleli. Costruito tra il 1919 e il 1922, grazie a donazioni popolari, sull'area dove sorgeva la scuola Korca, il complesso fu originariamente destinato a fornire alloggio a coloro che avevano perso la casa a causa dell'incendio del 1918. Era il primo progetto di edilizia popolare all'interno delle mura e uno dei primi edifici moderni a Istanbul realizzati in cemento armato; comprendeva 124 appartamenti e 25 negozi. Dopo essere stato ceduto alla Società Turca dell'Aviazione, prese il nome di "Apartamenti dell'Aviazione" e fu utilizzato come residenza fino al 1985, quando fu trasformato in un hotel.
3
Dördüncü Vakıf Han

Quarto Vakıf Han.

~25 min qui

Il Quarto Vakıf Han è il più noto tra i complessi edilizi fondati dal Ministero delle Dotazioni Religiose (Evkaf Nezareti) per generare entrate. Secondo l'Enciclopedia Islamica della TDV, Kemaleddin preparò i progetti per i complessi edilizi che il ministero intendeva realizzare, inclusi quelli per moschee e scuole, tra il 1910 e il 1911. I cinque complessi edilizi a Istanbul furono costruiti tra il 1911 e il 1926. Questo complesso fu costruito al posto del complesso Hamidiye, appartenuto a Abdülhamid I. La costruzione iniziò negli anni '10 del Novecento, ma a causa delle guerre balcaniche e della Prima Guerra Mondiale, fu completata solo nel 1926. Durante il periodo di occupazione, i soldati francesi utilizzarono l'edificio, ancora incompleto, come caserma tra il 1920 e il 1923.

La facciata, che si affaccia su Hamidiye Caddesi, è lunga circa 79 metri e alta 27 metri; alle estremità si ergono torri angolari. Le facciate a ovest, a sud e a est sono rivestite in pietra e marmo. La struttura è realizzata con una struttura in acciaio; al piano terra si trovano 24 negozi, mentre nei quattro piani superiori ci sono 37 uffici ciascuno, per un totale di 148 uffici di dimensioni uguali. Le due scale principali, distanziate di 30 metri l'una dall'altra in conformità con le norme antincendio dell'epoca, sono supportate da ascensori. In sintesi, la facciata presenta un linguaggio decorativo ottomano classico, mentre l'interno segue la programmazione di un moderno edificio per uffici.

Alla fine del XX secolo, l'edificio ospitava anche la Borsa Valori di Istanbul. Dopo essere stato lasciato vuoto nel 2000, è stato restaurato e dal 2006 è utilizzato come hotel. La vista migliore della facciata si ha dal marciapiede; osservate le torri angolari e le lavorazioni in pietra tra le finestre, e poi spostatevi di pochi passi per ammirare la Grande Posta.

Fonte: Enciclopedia Islamica della TDV; Inventario Culturale; Wikipedia.

Situato a Sirkeci, in Hamidiye Caddesi, accanto alla Grande Posta, si trova il *vakıf hanı*, un edificio progettato dall'architetto Kemaleddin. Costruito al posto del complesso Hamidiye, voluto da Abdulhamid I per generare entrate per il Ministero delle Dotazioni, i lavori iniziarono negli anni '10, ma a causa delle guerre, furono completati solo nel 1926. L'edificio, con la sua struttura in acciaio e sette piani, era caratterizzato da due torri angolari, facciate rivestite in pietra e marmo, 24 negozi e 148 uffici. Le due scale interne erano distanziate di 30 metri l'una dall'altra, in conformità con le norme antincendio. Per lungo tempo, l'edificio ha ospitato anche la Borsa Valori di Istanbul. Dal 2006, è utilizzato come hotel, e la sua facciata è visibile dall'esterno.
4
Büyük Postane (Sirkeci PTT Merkezi)

Grande Posta (Centro PTT di Sirkeci).

~40 min qui

La Grande Posta è un edificio considerato uno dei progetti più importanti della vita di Vedat Tek e uno dei primi esempi del primo movimento architettonico nazionale turco. Vedat Bey fu nominato architetto del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni nel 1905; l'edificio, destinato a ospitare le sedi del ministero, fu costruito tra il 1905 e il 1909. I servizi postali erano stati gestiti dal cortile della Nuova Moschea a partire dal 1840, poi trasferiti nell'edificio di Postahane-i Amire a Eminönü nel 1890, e infine in questo edificio nel 1909. Il nome dell'edificio cambiò negli anni '30, diventando "Grande Posta". Tra il 1927 e il 1936, anche la radio di Istanbul trasmise i suoi programmi da qui.

Iniziate osservando l'esterno. L'ingresso dell'edificio, che si sviluppa su quattro piani, è accessibile tramite delle scale; gli angoli della facciata sono sporgenti e rialzati, e sormontati da una cupola. La facciata è realizzata in pietra scolpita e marmo, con decorazioni che richiamano lo stile ottomano del XVI secolo. Sopra la porta, un pannello in ceramica riporta, in caratteri antichi, la scritta "Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni". Notate il lavoro in pietra bicolore, le piastrelle con motivi geometrici, le iscrizioni in caratteri kufici e i capitelli decorati; si ritiene che anche le mattoni siano state progettate appositamente da Vedat Tek.

All'interno, l'ingresso principale si apre a un ampio salone rettangolare che si estende su tre piani; il soffitto di questo salone è ricoperto da vetrate prevalentemente arancioni e blu. Al piano terra si trova ancora una postazione operativa, e una parte dell'edificio ospita il Museo PTT di Istanbul, che dal 2000 racconta la storia delle comunicazioni. L'edificio è incluso nell'inventario dei beni culturali ed è in fase di restauro; verificate se la postazione e il museo sono aperti prima di recarvi. Poiché si tratta di un edificio pubblico, chiedete il permesso a un addetto prima di scattare fotografie all'interno.

Fonte: Wikipedia, Inventario dei beni culturali.

A Sirkeci, si trova l'ufficio postale progettato dall'architetto Vedat Tek come sede del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, costruito tra il 1905 e il 1909. È uno dei primi esempi del primo movimento architettonico nazionale turco e il più grande edificio postale della Turchia. La facciata a quattro piani presenta due angoli ricoperti da cupole, ed è realizzata in pietra scolpita e marmo; le decorazioni risentono dello stile ottomano del XVI secolo. All'interno, si trova un ampio salone centrale che si estende su tre piani e che è illuminato da vetrate colorate. Tra il 1927 e il 1936, l'edificio ha ospitato anche la sede della radio di Istanbul. Al piano terra, oltre a un ufficio postale ancora in funzione, si trova una sezione che dal 2000 ospita il Museo delle Poste di Istanbul.
5
Kamer Hatun Camii

La moschea di Kamer Hatun.

~25 min qui

Questa piccola moschea, situata nel quartiere Kamer Hatun, nella zona di Tarlabaşı a Beyoğlu, è un'opera di Kemaleddin, realizzata durante il suo periodo come capo architetto del Ministero delle Dotazioni. Secondo l'Enciclopedia Islamica TDV, Kemaleddin, a partire dal 1909, fu il capo architetto del Ministero delle Dotazioni e supervisionò la ristrutturazione di numerose moschee e piccole cappelle all'interno della neonata Direzione delle Costruzioni e della Manutenzione. Secondo Wikipedia, la prima moschea fu costruita nel 1514 da Yavuz Sultan Selim in onore della sua matrigna, Kamer Hatun, ma era in rovina quando si raggiunse il XIX secolo. Le fondazioni commissionarono a Kemaleddin la ricostruzione dell'edificio; l'Enciclopedia Islamica TDV data questa ricostruzione al 1911. Le fonti che descrivono il Primo Movimento Architettonico Nazionale considerano la moschea di Kamer Hatun come uno dei suoi esempi più importanti.

La moschea occupa solo 223 metri quadrati di un terreno di 565 metri quadrati, lasciando un piccolo cortile intorno. Le pareti sono in muratura, il tetto è coperto di piombo su una struttura portante in legno, e presenta una sola minaretta che si erge a sinistra del mihrab. Visitare questo luogo dopo le grandi moschee dei Selatin o le imponenti facciate di Sirkeci offre un interessante confronto: permette di osservare come lo stesso linguaggio architettonico sia stato utilizzato in una piccola moschea di quartiere.

La moschea è una moschea di quartiere aperta al culto. Si consiglia di rimandare la visita durante gli orari di preghiera, di togliersi le scarpe, di indossare abiti che coprano spalle e ginocchia, e alle donne è richiesto di coprire i capelli. Si raggiunge a piedi in circa dieci minuti dalla piazza di Tünel, percorrendo la via Meşrutiyet. Da qui, si può prendere un autobus che porta a Taksim (ultima fermata Bebek) e che segue la strada costiera.

Fonte: Enciclopedia Islamica TDV; Wikipedia.

Nella zona di Tarlabaşı, nel quartiere Kamer Hatun a Beyoğlu, si trova la moschea che dà il nome al quartiere. Secondo Wikipedia, la prima moschea fu costruita nel 1514 da Yavuz Sultan Selim per la sua matrigna, Kamer Hatun, e fu distrutta nel XIX secolo. Le fondazioni fecero ricostruire l'edificio all'architetto Mimar Kemaleddin; l'Enciclopedia Islamica della TDV attribuisce questa ricostruzione al 1911. È considerata un importante esempio del primo movimento architettonico nazionale. La moschea occupa una superficie di 223 metri quadrati su un terreno di 565 metri quadrati; le pareti sono in muratura, il tetto è coperto di piombo su una struttura in legno, e ha una sola minaretta situata a sinistra del mihrab. È una moschea di quartiere aperta al culto.
6
Bebek Camii

Moschea di Bebek.

~30 min qui

La moschea si trova sulla riva del Bosforo, nella baia di Bebek, proprio accanto al molo di Bebek. Il suo nome ufficiale è Hümayun-u Abad Camii. L'edificio, costruito in pietra nel 1913 dall'architetto Kemaleddin, sorge al posto di una precedente moschea commissionata da Nevşehirli Damat İbrahim Paşa. La *TDV İslam Ansiklopedisi* (Enciclopedia Islamica TDV) include la moschea di Bebek tra le opere di Kemaleddin, indicando il 1913 come data di costruzione. Nello stesso periodo, l'architetto progettava anche la moschea di Kuloğlu a Bostancı e la moschea di Amine Hatun a Bakırköy, mentre la moschea di Mecidiye a Yeşilköy era stata completata nel 1909. In sostanza, la moschea di Bebek è una delle numerose opere di Kemaleddin sparse per tutta Istanbul. Wikipedia classifica l'edificio all'interno del movimento neoclassico.

La pianta della moschea segue un modello classico in scala ridotta: la cupola si erge su un tamburo ottagonale e viene supportata lateralmente da quattro cupole a botte. Per apprezzarne appieno la struttura, osservatela dalla distanza, dal molo o dalla riva, girandovi leggermente: da questa angolazione, si percepisce meglio la graduale ascensione della cupola e delle cupole a botte. Confrontate questa piccola moschea sul Bosforo con la struttura in acciaio che avete visto a Sirkeci: Kemaleddin ha utilizzato lo stesso linguaggio architettonico sia in un centro commerciale che in una moschea di quartiere.

La moschea è aperta al culto. Evitate di visitarla durante le preghiere, soprattutto il venerdì a mezzogiorno. Quando la visitate, toglietevi le scarpe, indossate abiti che coprano spalle e ginocchia, le donne devono coprirsi i capelli e mantenete il silenzio all'interno. Dopo la visita, potete concludere la giornata passeggiando lungo la riva di Bebek, ammirando il Bosforo; la riva di Bebek è inclusa anche in altri nostri itinerari.

Fonte: TDV İslam Ansiklopedisi; Wikipedia.

Nella zona di Bebek, nel quartiere omonimo di Istanbul, situata sulla riva della baia di Bebek, proprio accanto al molo, si trova una moschea. Il suo nome ufficiale è Hümayun-u Abad Camii. Costruita nel 1913 dall'architetto Kemaleddin, al posto di una precedente moschea commissionata da Nevşehirli Damat İbrahim Paşa, è realizzata in pietra squadrata. La sua cupola poggia su una struttura ottagonale ed è sostenuta lateralmente da quattro cupole a botte. Considerata uno degli esempi del Primo Movimento Architettonico Nazionale sulla costa del Bosforo, la moschea di Kemaleddin ne rappresenta in scala ridotta l'architettura religiosa. È una moschea aperta al culto; durante la visita, si prega di rispettare gli orari delle preghiere e di vestirsi in modo appropriato.

Mappa del percorso

Info percorso
CittàFatih, İstanbul
TipoCulturale
Tappa6
Data24 settembre 2026
Radar TürkiyeAutoreRadar TürkiyeAvvia percorso