
Annemin Odası
Due fratelli, che da anni mantengono un rapporto distante, si riuniscono quando ricevono la notizia che la loro madre sarà dimessa dall'ospedale e trascorrerà i suoi ultimi giorni nella casa di Zeynep. Insieme, preparano una stanza per la madre. Questa preparazione, che dura quattro giorni, si trasforma in realtà in un'occasione per fare i conti con il passato.
Questa stanza non è più solo una stanza per pazienti; è un luogo di interrogazione, dove vengono affrontati i silenzi di anni, le emozioni represse e le cose rimaste incompiute.
Una bambina che ha costruito la sua vita sulla fuga dalla madre e un bambino che considera l'amore materno come la cosa più importante che possiede, si ritrovano intrappolati nella stessa casa, nello stesso ambiente, e tra ricordi dell'infanzia e della giovinezza, a volte ridono e si divertono, ma a volte vivono scontri intensi, segnati da sentimenti di libertà e egoismo, fede e negazione, appartenenza e abbandono.
Zeynep, mentre riflette sull'affetto che non ha ricevuto da sua madre e sul vuoto che questo ha lasciato nella sua vita, Hasan è tormentato dal pensiero che sua madre abbia preferito sua figlia, con cui non si vede da anni, a lui.
Due fratelli, nel tentativo di trasformare completamente una stanza, si ritrovano in realtà a rivivere le proprie esperienze infantili, e alla fine convergono su un'unica domanda:
Perché mia madre ha scelto "questa stanza" per aspettare la morte?






